Omeopatia: gli italiani tra fiducia e bisogno di chiarezza

L’omeopatia continua a occupare uno spazio rilevante nelle scelte di salute degli italiani, ma accanto a una diffusione ormai consolidata, emerge un elemento critico: la carenza di un’informazione chiara e completa, che rappresenta ancora oggi uno dei principali ostacoli a un utilizzo più consapevole.

È quanto emerge dalla seconda edizione dell’indagine condotta da Eumetra per conto di Omeoimprese, presentata a Milano il 22 aprile 2026. Lo studio, realizzato su un campione rappresentativo della popolazione adulta italiana, fotografa percezioni, comportamenti e aspettative nei confronti dei medicinali omeopatici.

Un consenso ampio, trasversale e stabile 

Il dato più evidente è quello del favore: il 55% degli italiani adulti si dichiara favorevole all’omeopatia, con una quota significativa -pari al 26%- che si definisce “molto favorevole”. La conoscenza del fenomeno è pressoché universale: il 97% degli intervistati afferma di sapere che cosa sia l’omeopatia, un segnale di quanto queste terapie siano ormai entrate nel lessico e nell’immaginario collettivo.

Non si tratta però solamente di atteggiamenti: 22,5 milioni di italiani dichiarano di aver acquistato almeno una volta nella vita un medicinale omeopatico, mentre oltre 10 milioni lo hanno utilizzato negli ultimi dodici mesi, confermando una presenza tutt’altro che marginale nelle pratiche di cura quotidiane.

Donne protagoniste e salute familiare 

L’indagine mette in luce anche chi sceglie maggiormente l’omeopatia. Il 60% degli utilizzatori è costituito da donne, spesso protagoniste della gestione della salute familiare. Un ruolo che si riflette anche nell’attenzione verso approcci percepiti come più naturali e orientati al benessere complessivo della persona. Le motivazioni che spingono al primo utilizzo confermano questa dimensione: rafforzare le difese immunitarie, trattare disturbi comuni come raffreddore, cefalea o stati d’ansia, e sostenere il benessere generale sono le aspettative più citate.

Accanto agli utilizzatori, la ricerca individua però un ampio bacino di interesse inespresso. Il 27% degli italiani non ha mai acquistato un medicinale omeopatico, pur avendo un’opinione positiva. Una distanza che non sembra legata a rifiuto o sfiducia, ma piuttosto a incertezza, mancanza di informazioni o difficoltà di orientamento. Un dato che, secondo Omeoimprese, segnala un potenziale di crescita significativo: una quota di popolazione pronta ad avvicinarsi all’omeopatia, se messa nelle condizioni di comprenderne meglio modalità d’uso e indicazioni corrette.

Farmacie, medici e passaparola: i luoghi dell’incontro

Il contatto con l’omeopatia avviene soprattutto nei contesti sanitari tradizionali. Il 44% degli intervistati dichiara di aver conosciuto questi medicinali in farmacia o parafarmacia, spesso grazie al consiglio del farmacista, mentre il 35% li ha incontrati attraverso l’indicazione di un medico. Resta però centrale anche il passaparola, citato dal 48% degli italiani: amici e familiari continuano a rappresentare una fonte importante di informazione, segno che l’esperienza personale gioca un ruolo decisivo nel costruire fiducia.

È proprio sul terreno dell’informazione che emergono le maggiori criticità. Otto italiani su dieci chiedono indicazioni chiare sull’utilizzo dei medicinali omeopatici, a partire dal foglietto illustrativo. Una richiesta di trasparenza che si scontra, secondo l’associazione di categoria, con una normativa che limita fortemente la comunicazione. «L’omeopatia è una realtà diffusa e conosciuta nel nostro Paese -osserva Silvia Nencioni, presidente di Omeoimprese- ma troppi cittadini non hanno le idee chiare. Una comunicazione frammentaria o insufficiente non aiuta i consumatori e può tradursi in scelte poco consapevoli».

Il rischio -sottolinea l’associazione- non è soltanto quello di frenare un settore economico rilevante, ma anche di lasciare le persone prive degli strumenti informativi necessari per un utilizzo corretto, proprio in un ambito importante, visto che riguarda la salute.

Tra presente e futuro 

I risultati dell’indagine, in linea con quelli degli anni precedenti, confermano che l’omeopatia è ormai parte integrante delle abitudini di una fetta significativa di italiani. Allo stesso tempo, indicano con chiarezza la direzione per il futuro: più informazione, più chiarezza, più consapevolezza.

Solamente così -suggeriscono i dati- quel vasto pubblico favorevole, ma ancora inattivo, potrà trovare risposte alle proprie domande e compiere scelte informate, trasformando l’interesse in esperienza concreta.

 

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